Stabili gli ordini di macchine utensili nel terzo trimestre 2018 (+0,2%). Arretra l’interno (-15,3%); bene l’estero (+6,8%)

31.10.2018 - ASSOCIAZIONE

Massimo Carboniero, presidente UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE: “Se, come affermano le autorità di governo, sono le PMI al centro dell’agenda economica, allora la manovra deve considerare anche l’aggiornamento dei coefficienti di ammortamento per i macchinari, il mantenimento del credito di imposta al 50% sul valore incrementale degli investimenti fatti dalle imprese in R&S e la Formazione 4.0”.

 

Segna stabilità l’indice degli ordini di macchine utensili del terzo trimestre 2018, elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, che cresce dello 0,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il valore assoluto dell’indice risulta pari a 109,2 (base 2010=100).

 

Positivo l’andamento degli ordini raccolti sul mercato estero cresciuti del 6,8% rispetto al periodo luglio-settembre 2017, per un valore assoluto dell’indice pari a 122,4.

 

Arretrano invece gli ordini raccolti sul mercato domestico dove l’indice è sceso del 15,3% rispetto al terzo trimestre del 2017, per un valore assoluto pari a 56.

 

“Il calo degli ordinativi raccolti sul mercato interno – ha affermato Massimo Carboniero, presidente UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE – denota un certo rallentamento degli investimenti in nuove tecnologie da parte degli utilizzatori italiani ma questo dato non deve trarre in inganno. Il risultato messo a segno nel periodo luglio-settembre 2018, si confronta con un trimestre da record: difficile fare meglio di quanto avevamo fatto l’anno scorso”.

 

“Quello che possiamo dire – ha continuato il presidente di UCIMU - è che la raccolta ordinativi, in Italia, al momento viaggia ancora su livelli soddisfacenti. La conferma arriva dai riscontri ottenuti alla 31.BI-MU/SFORTEC INDUSTRY, la fiera di settore che si è chiusa a Milano due settimane fa e che si è rivelata un grande successo in termini di visite e contatti attivati. Molti dei nostri clienti hanno aspettato BI-MU per definire i piani di investimento determinando così, almeno in parte, il ridimensionamento della raccolta ordini nel trimestre considerato”.

 

“Al di là delle ultime rilevazioni - ha aggiunto Carboniero – ciò che invece preoccupa i costruttori italiani, e a ben guardare tutto il manifatturiero,  è l’incertezza che circola intorno ai provvedimenti che faranno parte della Manovra 2019 che si annuncia privata di misure importanti per il sostegno alla crescita, specialmente delle PMI, ossatura del nostro sistema industriale”.

 

I risultati dell’indagine Fondazione UCIMU-Eumetra presentata lo scorso giugno, ci dicono che più della metà delle imprese metalmeccaniche non ha fatto investimenti nell’ultimo anno e mezzo, e sono per lo più le piccole aziende ad non aver preso parte al processo di rinnovamento, anche in chiave digitale, dei macchinari e degli stabilimenti produttivi.

 

“Se, come affermano le autorità di governo, sono le PMI al centro dell’agenda economica, allora – ha aggiunto Massimo Carboniero - la manovra deve considerare anche l’aggiornamento dei coefficienti di ammortamento per i macchinari, il mantenimento del credito di imposta al 50% sul valore incrementale degli investimenti fatti dalle imprese in R&S e la Formazione 4.0”.

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