ASSISE DELLA MACCHINA UTENSILE IN ITALIA

26.11.2013 -

Milano 26 novembre 2013. Sono oltre 350 gli operatori del settore che hanno risposto alla chiamata di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione, prendendo parte alla prima Assise della macchina utensile in Italia: vivere il futuro.

Patrocinata da ministero dello Sviluppo economico, realizzata con il contributo di Camera di Commercio di Milano e la promozione di Tecnologie Meccaniche, l’iniziativa organizzata da UCIMU supera il perimetro dell’associazione e delle imprese ad essa aderenti per rivolgersi a tutto il mondo della macchina utensile in Italia.

Costruttori, agenti, importatori, rappresentanti delle filiali straniere sono riuniti da questa mattina a MiCo, Centro Milano Congressi, per definire un piano di attività condiviso e un’agenda di priorità comune per intercettare la ripresa.

Il risultato della giornata di lavoro sarà organizzato in un manifesto illustrato nel pomeriggio da Luigi Galdabini, presidente UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, alla presenza del viceministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda, delle istituzioni, della stampa.

Come emerge dai dati elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, nel periodo compreso tra il 2008 e il 2012, il mercato italiano della macchina utensile si è praticamente dimezzato, passando dai circa 4 miliardi di euro del pre-crisi a poco più di 2 miliardi.

La riduzione del consumo ha gravato sia sui bilanci delle imprese costruttrici di sistemi per produrre che, nel periodo di riferimento, hanno ridotto del 42% le consegne ai clienti italiani, (da 2 miliardi a 1,2 miliardi di euro), sia su quelli degli agenti importatori che hanno registrato un calo di vendite del 13% (da poco più di 1 miliardo a 890 milioni).

Il 2014, secondo le previsioni - riviste al rialzo - di Oxford Business of Economics  dovrebbe essere l’anno della ripresa del mercato italiano (+4,5%), che segnerà incrementi più decisi rispetto a quelli della media europea per il 2015 (+7,1%), 2016 (+8,7%) e 2017 (9,6%).

Per essere pronti a sfruttare appieno l’inversione di tendenza, che comunque non permetterà all’Italia di recuperare il terreno perso durante la crisi, gli operatori del settore si interrogheranno oggi su strategie, attività e iniziative da avviare per meglio strutturare la propria offerta rispetto alla domanda italiana e straniera.

In quali mercati orientare la propria attività, con quali strumenti, con quali modalità di presidio (secondo una crescente scala di complessità), saranno alcune delle domande che animeranno la discussione del gruppo internazionalizzazione.

Quale innovazione, di prodotto, processo, servizio; sviluppata completamente all’interno oppure in parte delegata all’esterno; quale ruolo per i clienti e i fornitori nello sviluppo di nuove applicazioni; quale catena del valore è oggi la più efficiente; quale approccio alla tutela dei marchi e all’utilizzo dei brevetti, sono alcuni dei punti su cui verterà il confronto del gruppo innovazione e tecnologia.

Al gruppo economia spetterà invece il compito di comprendere quali misure di politica industriale sono indispensabili per favorire la ripresa degli investimenti in beni strumentali da cui dipende il mantenimento della competitività del sistema economico del paese. Il peso del contributo che sarà garantito dalla ex-legge Sabatini, che manca ancora dei regolamenti attuativi, la necessità di rivedere i coefficienti tabellari per l’ammortamento dei beni, fermi al 1988; la necessità di sviluppare ulteriormente l’interesse degli investitori per i minibond; l’esigenza di una politica fieristica adeguata e di misure, quali la ex-legge Ossola, di cui è stato appena promesso il rifinanziamento, la necessità di poter contare su regolamenti comuni tra paesi della Ue per poter competere alla pari nel primo mercato di riferimento, sono alcuni dei temi che saranno approfonditi nel corso del dibattito.
 
“Strategico per la manifattura poiché base di ciascun processo produttivo - ha commentato in apertura di lavori Luigi Galdabini - il settore delle macchine utensili più di ogni altro determina il grado di innovazione contenuto nei prodotti a valle della filiera produttiva. Oltre a ciò esso necessita di un grado di complessità delle professionalità coinvolte estremamente elevato, assicurando così remunerazioni più alte rispetto a quanto accade in comparti con un minor tasso di innovazione”.

“Consapevoli del ruolo decisivo del settore per il sistema economico e sociale del paese, gli operatori della macchina utensile italiana si sono dati appuntamento oggi per ragionare su come mantenere e incrementare questo patrimonio, con l’auspicio che, nel limite di quanto possibile considerata la difficoltà del contesto, anche le istituzioni opereranno con politiche adeguate a favorire tale sviluppo”.

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