Le caratteristiche strutturali

Le caratteristiche strutturali dell’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione sono le medesime che si riscontrano nel sistema produttivo nazionale: imprese di ridotta dimensione, forte propensione all’export, elevata qualità dell’offerta.

La macchina utensile

Secondo l’indagine condotta da UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, nel 2016 (cui sono riferiti i dati più recenti), il 51,1% delle imprese costruttrici di macchine utensili ha fatturato meno di 12,5 milioni di euro, il 65,5% ha occupato meno di 100 addetti.

Sono state, però, le imprese più strutturate a fornire il maggior apporto a produzione e esportazioni: quelle con più di 100 dipendenti, che hanno rappresentato soltanto il 34,5% delle unità operanti in Italia, hanno prodotto il 79,8% e esportato l’82,2% del totale. Analogamente, le imprese che hanno fatturato più di 25 milioni (pari al 30% del numero complessivo) hanno realizzato il 76,8% della produzione e coperto il 78,7% delle esportazioni italiane di macchine utensili.

La distribuzione geografica del settore è risultata coerente con quella del sistema produttivo italiano, a conferma che, per le imprese costruttrici di macchine utensili, è necessario essere attigue a quelle clienti e fornitrici: la maggior parte delle unità produttive del settore si trova in Lombardia (43%), Emilia Romagna (20,9%), Triveneto (19,8%) e Piemonte (12,8%).

Alla composizione del fatturato totale la Lombardia ha contribuito per il 38,6%, il Piemonte per il 23,2%, il Triveneto per il 20,8% e l’Emilia Romagna per il 16,2%. Le imprese dell’Emilia vantano la più alta propensione all’export (pari al 64,1%, a fronte del 61% della media di settore). Principale utilizzatore di macchine utensili è risultata l’industria dei prodotti in metallo - che comprende produzione e prima trasformazione dei metalli, contoterzisti, elementi da costruzione, altri prodotti diversi dai macchinari, (30,3%) - seguita da quella automobilistica (27,5%).



La robotica

Nel 2016, la ripartizione tra imprese di grandi dimensioni (fatturato superiore ai 5 milioni), medie (fatturato compreso tra i 2,5 e i 5 milioni) e piccole imprese (fatturato inferiore ai 2,5 milioni) non ha registrato particolari differenze rispetto all’anno precedente.

Nel complesso, il settore risulta essere dominato da imprese di grandi dimensioni (75%). La Lombardia e il Piemonte sono le regioni a più alta densità di aziende operanti nel mercato della robotica, rispettivamente, con il 33,4% e il 25% delle imprese. È il Piemonte, però, ad avere la maggior percentuale di fatturato (63,8%) e di addetti (60%).