|
Nel 2009, l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione si è trovata a operare in un contesto generale di inusitata drammaticità.
La crisi finanziaria esplosa sul finire del 2008 ha, infatti, indotto sull’economia reale effetti pesantissimi, precipitando il settore in condizioni molto preoccupanti: produzione e consumo mondiali di macchine utensili si sono contratti di quasi il 30%.
Nonostante ciò, l’Italia, grazie alle competenze eccezionali che ne fanno il “partner tecnologico” preferito da utilizzatori di tutto il mondo, ha mantenuto il quarto posto della classifica dei produttori e la terza posizione tra gli esportatori.
La produzione italiana di macchine utensili, robot e automazione si è attestata a 4.093 milioni di euro, diminuendo del 30% rispetto al 2008.
Il consumo è calato, del 44,2%, a 2.333 milioni, per effetto della forte contrazione di consegne interne (-37,6%, 1.566 milioni) e importazioni (-54,1%, 767 milioni): la quota di mercato coperta da macchinari stranieri è risultata pari a 32,9%.
Negativa anche la performance delle esportazioni, diminuite, del 24,2%, a 2.527 milioni: il rapporto export su produzione è salito, dal 57% del 2008, al 61,7%.
Il saldo della bilancia commerciale è cresciuto del 5,7%, attestandosi a 1.760 milioni.
Il brusco rallentamento dell’industria italiana del settore si è riflesso sul livello di utilizzo della capacità produttiva, la cui media annua è calata, dall’82,3% del 2008, al 61%.
In forte flessione il carnet ordini, attestatosi a 4,6 mesi di produzione assicurata, contro i 6,5 mesi del 2008.
I prezzi delle macchine sono diminuiti dello 0,9%.
|