I dati relativi al 2021

Nel 2021 l'economia mondiale è tornata a crescere, lasciandosi alle spalle la fase più critica dell’emergenza sanitaria da Covid 19: il PIL globale è aumentato del 5,9%. La ripresa ha interessato sia i paesi industrializzati (+5%), sia quelli emergenti (+6,3%).

Il commercio internazionale, vero motore della crescita globale negli ultimi decenni, ha ripreso a espandersi (+9,5%, dopo il -5,2% del 2020); gli scambi di manufatti si sono allineati a questo trend, crescendo del 9,7% (-4,7% nel 2020).

L’economia italiana è cresciuta a tassi molto elevati (+6,6%) facendo meglio di molti paesi di area Euro e mettendo a segno una performance superiore alla media UEM (+5,3%). L’analisi trimestrale delle variazioni tendenziali del PIL descrive perfettamente l’uscita dalla crisi pandemica, crisi ancora “visibile” nel primo trimestre 2021(+0,1%), e la successiva ripresa dell’attività economica. Infatti, dopo il picco massimo di crescita registrato nel secondo trimestre dell’anno (+17,6%), che si confronta però con il periodo di lockdown, l’incremento del PIL è proseguito nel terzo (+3,9%) e quarto trimestre (+6,2%).

Gli investimenti hanno registrato una crescita significativa (+17%). In particolare, è risultato brillante l’andamento degli investimenti nelle costruzioni (+22,3%) ma è stata soddisfacente anche la performance di quelli in macchinari e attrezzature (+12,5%). Buono il rimbalzo dei consumi delle famiglie (+5,2%), è stata, invece, decisamente più misurata la crescita della spesa pubblica (+1%).


Nonostante l’incremento della produzione attestatasi 5.690 milioni di euro (+21,7%), l’Italia è scesa al quinto posto nella classifica dei costruttori mondiali (superata dagli USA). Le vendite all’estero sono aumentate a 2.945 milioni (+12,2%) permettendo al paese di conservare il quarto esportatore mondiale. Le importazioni si sono attestate a 1.261 milioni, +55,8%. La domanda interna, tra le più vivaci - come conferma l’incremento del consumo a 4.006 milioni, il 40% in più rispetto al 2020 - ha permesso all’Italia di conquistare il quarto posto nello scenario globale dei paesi consumatori.

Nel 2021, la produzione italiana di macchine utensili, robot e automazione si è attestata a 6.330 milioni di euro, registrando un incremento del 22,2% rispetto al 2020.

Il consumo è cresciuto, del 40,7%, a 5.009 milioni, per effetto dell’incremento sia delle consegne sul mercato interno (+35,1%, 3.135 milioni) sia delle importazioni (+51,1%, 1.874 milioni). La quota di mercato coperta da macchinari stranieri è risultata pari al 37,4%. 

In aumento anche le esportazioni che, nel 2021, si sono attestate a 3.195 milioni di euro, l’11,7% in più rispetto all’anno precedente. Il rapporto export su produzione è sceso, dal 55,2% del 2020, al 50,5% del 2021.

Il saldo della bilancia commerciale è diminuito del 18,5%, attestandosi a 1.321 milioni di euro.

La performance positiva dell’industria italiana del settore si è riflessa sul livello di utilizzo della capacità produttiva, la cui media annua è decisamente aumentata, passando dal 65% del 2020, all’80,2% del 2021.

In crescita anche il carnet ordini, che si è attestato a 7,3 mesi di produzione assicurata, contro i 5 mesi dell’anno precedente. I prezzi delle macchine sono cresciuti del 2,2% rispetto all’anno precedente.